30 dicembre
«Il bambino cresceva e si fortificava» (Lc 2,40)
Dio ha scelto di nascere in una famiglia umana, che ha formato lui stesso. L’ha formata in uno sperduto villaggio della periferia dell’impero romano. Non a Roma, che era la capitale dell’impero, non in una grande città, ma in una periferia quasi invisibile, anzi, piuttosto malfamata. Forse, in molte parti del mondo, noi stessi parliamo ancora così, quando sentiamo il nome di qualche luogo periferico di una grande città. Ebbene, proprio da quella periferia del grande impero, è iniziata la storia più santa e più buona, quella di Gesù tra gli uomini! E lì si trovava questa famiglia. Gesù è rimasto in quella periferia per trent’anni. A Nazareth tutto sembra accadere «normalmente», secondo le consuetudini di una pia e operosa famiglia israelita: si lavorava, la mamma cucinava, faceva tutte le cose della casa, stirava le camice, tutte le cose da mamma. Il papà, falegname, lavorava, insegnava al figlio a lavorare (Udienza generale, 17 dicembre 2014).
Impegno
«Si litiga nella famiglia: l’importante è che non si finisca la giornata senza fare la pace. Avete fatto la guerra durante la giornata? È ancora calda questa guerra? Non lasciate che diventi fredda: perché la “guerra fredda” del giorno dopo è più pericolosa della “guerra calda”» (Discorso, 21 dicembre 201 5).