25 novembre

Quante situazioni di precarietà e di sofferenza si seminano attraverso questa crescita di inimicizia tra i popoli, tra di noi! Sì, tra di noi, dentro le nostre comunità, i nostri presbiteri, le nostre riunioni. Il virus della polarizzazione e dell’inimicizia permea i nostri modi di pensare, di sentire e di agire. Non siamo immuni da questo e dobbiamo stare attenti perché tale atteggiamento non occupi il nostro cuore, perché andrebbe contro la ricchezza e l’universalità della Chiesa…(Papa Francesco, Omelia 19 novembre 2016)

LE REALTÀ ULTIME - Dio lascia l’uomo libero, pur dandogli la sua legge e proponendo gli le verità. Ma terminata la vita di prova, egli chiama ognuno al suo giudizio: Gesù Cristo proietterà sull’anima una luce, in cui essa vedrà quanto ha fatto e quanto ha omesso. In relazione a ciò, tre possono essere le sentenze: paradiso, purgatorio, inferno (cf Gn 2,8; Dt 11,26-28; 30,15-19; Rom 6,22; 14,18).

Ti ringrazio, mio Dio, Padre che mi hai creato per te. Sono uscito dalle tue mani creatrici. Ritornerà nelle me mani di Giudice e di Padre. L’eternità dipende da me; chi vuole si salva. Lo sento! Ma mi occorre la ma grazia: molta luce, molto conforto. Io spero in te. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

24 novembre - Ci troviamo di fronte a una delle caratteristiche più proprie del messaggio di Gesù, lì dove si nasconde la sua forza e il suo segreto; da lì proviene la sorgente della nostra gioia, la potenza della nostra missione e l’annuncio della Buona Notizia. Il nemico è qualcuno che devo amare. Nel cuore di Dio non ci sono nemici, Dio ha solo figli. Noi innalziamo muri, costruiamo barriere e classifichiamo le persone. Dio ha figli e non precisamente per toglierseli di torno. L’amore di Dio ha il sapore della fedeltà verso le persone, perché è un amore viscerale, un amore materno/paterno che non le lascia nell’abbandono, anche quando hanno sbagliato. (Papa Francesco, Omelia 19 novembre 2016)

L’UNITÀ DELLA CHIESA - La Chiesa fu istituita una, come uno è Gesù Cristo e come uno è Pietro. In essa vi è unità di fede, di governo, di carità, pur nella molteplicità dei popoli e delle culture. La cattolicità, l’apostolicità, la romanità sono i caratteri distintivi. Tutti sono invitati ad entrare nella Chiesa (cf Ef 1,22; 5,23; At 8,1; 11,22; Gal 6,10).

Ti ringrazio, Maestro divino, per l’istituzione della Chiesa, madre dei credenti. Io credo, arno, coopero, soffro per la sua estensione; sul tuo esempio l’hai conquistata con il tuo sangue e l’hai voluta santa, gloriosa, immacolata. Ritornino ad essa i figli dissidenti, entrino in essa coloro che ancora non credono. Devo essere degno figlio di questa madre per essere degno figlio di Dio. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» ( Lc 6,36). - Un invito accompagnato da quattro imperativi, potremmo dire da quattro esortazioni che il Signore rivolge loro per plasmare la loro vocazione nella concretezza, nella quotidianità dell’esistenza. Sono quattro azioni che daranno forma, daranno carne e renderanno tangibile il cammino del discepolo. Potremmo dire che sono quattro tappe della mistagogia della misericordia: amate, fate il bene, benedite e pregate. Penso che su questi aspetti tutti possiamo concordare e che ci risultino anche ragionevoli. Sono quattro azioni che facilmente realizziamo con i nostri amici, con le persone più o meno vicine, vicine nell’affetto, nei gusti, nelle abitudini. (Papa Francesco, Omelia 19 novembre 2016)

LA CIVILTÀ CRISTIANA DELL’AMORE - In Cristo e nella Chiesa trova risposta la civitas christiana: la convivenza cristiana dei popoli. La civiltà cristiana è ordinata in modo conforme al Vangelo, secondo l’interpretazione data dal magistero pontificio. La convivenza cristiana è umano-evangelica, nella verità, nell’ordine, nella pace, nel progresso. E via al regno di Dio (cf 1Pt 2,1-17).

Adoro la tua sapienza, o Maestro divino. Hai voluto la società civile e la Chiesa indipendenti, ma in una mirabile cooperazione. Hai voluto l’unione di tutti i popoli: tutti figli di Dio, redenti dal tuo sangue, in cammino verso la casa paterna. Nella civitas cristiana vi è il massimo progresso temporale e spirituale. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

LA CHIESA MISSIONARIA - La redenzione arriva alle anime per mezzo degli uomini. Sacerdozio gerarchico, religiosi, religiose, laici, cooperatori nella missione. «Come il Padre ha mandato me, così io mando voi. Andate...». La Chiesa raduna e pasce pecorelle e agnelli per sospingerli amorevolmente nell’ovile celeste. Dio vuole salvi tutti gli uomini e che giungano alla verità (cf 1Tm 2,3-7).

Maestro divino, manda buoni operai alla tua messe. Essa è molta. Gesù, Apostolo del Padre, fammi sentire il sospiro del tuo cuore: un solo ovile, un solo pastore. Apostolato della vita interiore, della sofferenza e della preghiera, dell’esempio e delle edizioni, della parola e delle vocazioni; apostolato della carità nella verità. Suscita, o Maria, un forte desiderio di salvezza in Cristo e nella Chiesa. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

VITA UMANA, VITA CRISTIANA - La vita cristiana è immensamente superiore alla vita umana. Conduce alla felicità eterna. Il cristiano autentico schiva il peccato, vive la fede, pratica i comandamenti, esercita il culto cristiano. Compie i doveri del proprio stato, in seno alla famiglia e alla società. Si comporta da buon padre, da buon figlio, da buon cittadino, da buon professionista (cf Col 3,1-25).

Ti ringrazio, o mio Dio, perché hai voluto instaurare tutto in Cristo. Hai chiamato l’uomo a imitare la tua vita divina, in Cristo. Tanti fedeli si distinguono nella pratica delle virtù ordinarie: onorano Dio, la Chiesa, la società. Spesso sono anche benefattori dell’umanità. Devo imitare Dio in Cristo, vita dell’anima. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

IL GAUDIO ETERNO DEL CIELO - Il paradiso è il premio eterno per coloro che hanno obbedito. Hanno cercato Dio e lo possiederanno per sempre. Hanno cercato i beni spirituali e li godranno in eterno. Il paradiso è visione di Dio, meritata nel compimento della sua volontà; è il gaudio in Dio, meritato con l’amore (cf Is 65,17-25; Ap 2,7; 7,9; 22,2-5).

Ti ringrazio, Maestro divino, per la speranza che hai infuso nell’anima mia. Io credo e spero la vita eterna. Contemplo Gesù alla destra del Padre, la vergine Maria alla destra del Figlio, una moltitudine di anime impossibile a contarsi. Occorrono: la grazia e la cooperazione. Chi prega si salva, chi non prega si danna. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

IL DONO DELL’EUCARISTIA - Principale mezzo per vivere in Cristo è l’Eucaristia. Per essa si perpetua il sacrificio della croce; per essa Gesù Cristo rimane sempre tra gli uomini e comunica i frutti della stia presenza; per essa l’uomo si unisce — mente, volontà e cuore — a lui (cf 1Cor 11,23-34).

Ti ringrazio e benedico, o Maestro divino, che nell’ultima Cena hai istituito questo sacramento, mistero di fede, di amore e di grazia. Con Te, in Te e per Te, Gesù-Ostia, adoro, ringrazio, placo e supplico il Padre celeste. Sii benedetto per aver stabilito il sacerdote che rinnova, custodisce, distribuisce l’Eucaristia. Egli è tuo ministro, dispensatore dei tuoi misteri. Voglio condurre una vita eucaristica. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

L’INFELICITÀ ETERNA - L’inferno è lo stato e il luogo di eterno castigo per i ribelli. Non hanno cercato Dio e ne saranno privati per sempre. Hanno seguito il male e ne subiranno per sempre la pena. Anche il corpo, dopo il giudizio universale, soffrirà secondo le soddisfazioni godute. Un solo peccato mortale merita una eternità di supplizi (cf Lc 16,19-31).

Mio Dio, ti ringrazio della luce che oggi mi dai. All’inferno si va sapendolo, volontariamente. Posso evitare il peccato e posso ottenere il perdono se ne ho commessi in passato. «Dalle pene dell’inferno, liberaci, o Signore». Il vero male è il peccato; tutti gli altri si possono convertire in merito. Devo temere il peccato più che la morte.   (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

LA CHIESA, MAESTRA DI SANTITÀ - La Chiesa, come Gesù Cristo, è maestra di santità. Per salvarsi è necessario praticare la sua morale. Si è santi quando si vivono comandamenti di Dio e i precetti della Chiesa, i doveri del proprio stato, i consigli evangelici. La Chiesa tutto custodisce, propone, inculca (cf At 2,42-47; 4,32-35).

Sii benedetto, Maestro divino che nella Chiesa e con la Chiesa continui ad essere la mia via. Chi ti segue, cammina verso il cielo. Chi si allontana, si disperde: non ascolta né la Chiesa, né te, né il Padre tuo. Sia benedetta la voce della madre Chiesa. Ogni figlio prodigo risorga e torni al Padre e alla madre sua. (Da “La via dell’umanità” del Beato G. Alberione)

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